GUIDABILITÀ

Luogo: Regioni coinvolte: Val d’Aosta/Aosta, Lombardia/Milano, Trentino-Alto Adige/ Rovereto, Veneto/Padova, Friuli Venezia Giulia/Udine, Liguria/Genova, Toscana/Pisa, Marche/Ascoli Piceno, Abruzzo/Pescara, Campania/Napoli, Puglia/Lecce, Calabria/Cosenza, Sicilia/Palermo e Siculiana.

Durata: Da febbraio 2022 a maggio 2024

Rete: ACSI – Associazione di Cultura, Sport e Tempo Libero, La Sorgente Cooperativa di Aosta, CETEC – Centro Europeo Teatro e Carcere di Milano, l’associazione Arte Viva di Rovereto, l’associazione Mind The Kids di Padova, Hattiva Lab Cooperativa Sociale Onlus di Udine, l’Associazione Culturale CDWR di Genova, Eppur si muove APS di Pisa, La Casa di Asterione di Ascoli Piceno, Fondazione Papa Paolo VI e Centro di produzione teatrale Diario di bordo di Pescara, Don Orione Piccolo Cottolengo di Napoli, L’Integrazione Onlus di Lecce, l’associazione Ri-formap di Cosenza, la onlus Vivi Sano di Palermo e l’associazione Top Stage di Siculiana.

Destinatari: Persone con disabilità cognitive, i loro familiari e caregiver. Grazie alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, la comunità tutta beneficerà dell’intervento. 

Descrizione e obiettivo: L’idea dell’iniziativa è quella di coinvolgere, inserire e accompagnare le persone con diagnosi di disabilità cognitiva in percorsi di inclusione sociale e lavorativa nello scenario turistico, in particolare nell’ambito della valorizzazione di beni culturali e/o ambientali e di scoperta dell’immenso patrimonio culturale, artistico e ambientale del nostro Paese, agendo così anche per avviare un circuito rigenerante dell’economia locale.

Nella strada che porta all’inserimento lavorativo, è prevista prima una fase di formazione, che mira all’acquisizione di competenze professionali, e successivamente di impiego.
Le difficoltà di accesso al mercato del lavoro si concretizzano in una serie di ostacoli individuali ed ambientali che arrivano spesso sino alla riluttanza e al rifiuto dei datori di lavoro al reclutamento. Se da un lato vi sono dubbi collegati alla condizione di disabilità, come ad esempio difficoltà legate all’apprendimento, alla concentrazione o alla gestione dello stress, dall’altro si insinua la questione del pregiudizio, sia da parte dei datori di lavoro che dei colleghi.
Ragionando in questi termini, si alza un muro di incomunicabilità che non permette ai ragazzi di dimostrare le proprie capacità. Diversamente, noi vogliamo puntare fare scoprire, conoscere ed emergere i talenti e le abilità di ognuno, così da generare nella persona un senso di appagamento e gratificazione per aver realizzato qualcosa e sostenerla nell’acquisire ulteriori competenze.

L’entrare nel mondo del lavoro non è visto semplicemente come l’arrivare ad avere un’occupazione, ma anche e soprattutto come occasione di inserimento della persona in un contesto di inclusione sociale dove può attivarsi per maturare nuove competenze, tessere legami sociali e uscire dalla condizione di isolamento in cui spesso viene abbandonata.
Le progettualità spesso si rivolgono e sono destinate solo a persone con disabilità, finendo così per sottolineare la diversità e la distanza; al contrario, l’esigenza è quella di adottare un approccio olistico e di realizzare un programma universale che coinvolge la comunità in generale, nell’ottica che quello che funziona e aiuta una persona con disabilità riguarda e può rivelarsi utile per tutti.

Ultimo bisogno rilevato è correlato alla valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e ambientale, vale a dire delle tradizioni, della storia e dei territori del nostro Paese. L’esigenza è quella di creare percorsi e luoghi di interesse che possano rendere il territorio attrattivo e di sviluppare una rete che agisce per diffondere la consapevolezza che il nostro patrimonio culturale, artistico e ambientale è risorsa sociale che, se tutelato e promosso, rafforza la vita di comunità, il senso di appartenenza e contribuisce a contrastare situazioni di degrado.

Formazione sul Teatro Sociale: Le Compagnie Malviste si occupano di accompagnare tutte le realtà coinvolte in un corso di formazione sul Teatro Sociale attraverso un percorso blended learning rivolto in particolare agli operatori culturali e sociali coinvolti. L’attivazione di laboratori di teatro sociale hanno come fine l’esplorazione dei vissuti emotivi, personali e collettivi, nonché lo sviluppo di capacità – conoscenze, atteggiamenti, comportamenti – e opportunità di salute – ambienti e contesti. I laboratori sono propedeutici alla messa in scena nei siti culturali di spettacoli inerenti il territorio e la storia del bene stesso. Questa attività soddisfa due bisogni progettuali: da un lato, crea uno spazio per rafforzare legami solidali e la coesione sociale, con la creazione artistica di simboli e significati condivisi; dall’altro, con la realizzazione di spettacoli replicabili, produce uno strumento per raccontare, valorizzare e promuovere i territori coinvolti.

Valutazione: Le Compagnie Malviste si occupano di  monitorare il progetto attraverso la misurazione di dati relativi alla partecipazione e alla ricaduta del progetto sul territorio. Inoltre, LCM ha coordinato la somministrazione di questionari e la realizzazione di focus group con i partecipanti, i familiari e gli operatori culturali e sociali coinvolti nel progetto su tutto il territorio nazionale.

Con il sostegno di ACSI – Associazione di Cultura Sport e Tempo Libero

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